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07/12/2016I vincitori del Premio Nazionale Antonino Caponnetto 2016

 

Un giorno, quello del 6 dicembre, anniversario della morte del giudice, di incontri e dibattiti legati al Premio: si parte la mattina con gli studenti delle scuole superiori pistoiesi fino alla cerimonia ufficiale di premiazione che si terrà nel tardo pomeriggio nella Sala Comunale del Palazzo Comunale. Il Premio, organizzato dal 2011, è promosso dalla Fondazione Un Raggio di Luce Onlus, dal Centro di Documentazione e di Progetto “Don Milani” di Pistoia e dalla Fondazione Antonino Caponnetto di Firenze con il patrocino della Città di Pistoia, della Provincia di Pistoia e della Regione Toscana.

 

L’iniziativa intende testimoniare sostegno, gratitudine ed affetto a quegli italiani/e che hanno offerto una testimonianza d’impegno, coerenza e coraggio particolarmente significativa nel campo della legalità e dell’impegno sociale e civile, dando voce ai premiati che, come sempre, porteranno la loro testimonianza diretta nella nostra città. Scopri chi sono i vincitori dell‘edizione 2016, scarica il programma e unisciti a noi!

 

I vincitori dell‘edizione 2016

 

Angelo Corbo

 

E’ stato uno dei poliziotti della scorta di Giovanni Falcone, uno dei tre sopravvissuti alla strage di Capaci del 23 maggio del 1992, costata la vita a Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre uomini della sua scorta. Angelo Corbo era in una delle macchine sbalzate in aria, come fossero niente, da un’infernale esplosione. Corbo era entrato a far parte della scorta di Falcone ad appena 24 anni, nel 1990, il giorno della strage non ne aveva compiuti ancora 27. Oggi è ispettore Capo della Polizia, medaglia d’oro al valore civile. Corbo ha recentemente pubblicato: "Strage di Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze", Diple edizioni, 2016. Qui egli analizza gli aspetti umani della strage, le emozioni di quel momento, e soprattutto apre una finestra sull‘atteggiamento dello stato italiano verso le vittime, sviscerandone alcuni aspetti critici. Attualmente gira per le scuole per portare la sua testimonianza come contributo ulteriore alla lotta alla mafia.

 

Gregorio De Falco

 

Nato a Napoli nel 1965, fin da giovane ha amato il mare e le barche a vela. Dopo la laurea in giurisprudenza all’ Università Statale di Milano ed alcune esperienze in studi legali, ha partecipato e vinto il concorso a nomina diretta per Ufficiale della Marina Militare, Corpo delle Capitanerie di Porto. Nel 1994 è entrato all’ Accademia Navale di Livorno con il grado di Sottotenente di Vascello. Negli anni, attraverso la Sala Operativa della Capitaneria di porto di Livorno, ha coordinato personalmente centinaia di soccorsi marittimi accumulando una grande esperienza. Così il personale della Sala operativa la notte tra il 13 ed il 14 gennaio 2013, non esita a chiedere il suo intervento quando al Giglio si profila una situazione difficile per una nave da crociera con migliaia di persone a bordo. Non era Ufficiale di Servizio quella sera, quando, intorno alle 22.30, fu chiamato nel suo alloggio per assumere il coordinamento dei soccorsi, poi mantenuto, nonostante il sopraggiungere di Ufficiali di grado più elevato e dei responsabili regionali del soccorso marittimo.

 

Cesare Moreno

 

“Maestro di strada”, prima di tutto. Insegnante sui generis, fondatore insieme con sua moglie Carla Melazzini, anche lei insegnante e scomparsa nel 2009, del “Progetto Chance”: iniziativa di capitale importanza sociale e volta alla neutralizzazione della dispersione scolastica nei quartieri più difficili della città di Napoli. Un’opera attiva ormai da anni e realizzata grazie alla preziosa collaborazione di operatori, educatori, insegnanti, dirigenti, “genitori sociali”, psicologi e volontari, in grado di riportate nuovamente a scuola, tra i banchi, centinaia di ragazzi, considerati aprioristicamente da insegnanti tradizionali come definitivamente “dispersi” e invece giunti fino al diploma. “Dalla crepa di un muro in rovina può sbocciare un fiore meraviglioso”: è una delle frasi scritte da Carla Melazzini nel libro dal titolo “Insegnare al principe di Danimarca”, edito da Sellerio nel 2011, vincitore del Premio Siani 2011 e curato appunto da Cesare Moreno, cuore pulsante del Progetto Chance. Nel suo infaticabile impegno di educatore in territori difficili spesso dominati dalla criminalità organizzata, ha accettato la presidenza della Fondazione don Lorenzo Milani di Lungro, in un’altra terra difficile, la Calabria.

Scopri i nomi dei vincitori 2016!

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