Il futuro delle donne nepalesi può essere cambiato:
l’istruzione come passo fondamentale per la loro emancipazione

Come in molte altre regioni del mondo, in Nepal le donne, già da bambine e adolescenti, sono oggetto di discriminazione e sottostanno ad un insieme di norme e pratiche

che mortificano la loro identità disseminando la loro vita di difficoltà. 

L'ideologia patriarcale, ancora ben radicata nelle aree rurali, è la fonte di questo stato di cose ed ha fatto sì che, fino a poco tempo fa, le bambine non venissero scolarizzate

perché destinate all'accudimento dei fratelli ed al disbrigo delle faccende domestiche.

Tradizionalmente nelle zone rurali e montuose del Nepal le ragazze si sposano e diventano madri molto presto, passando così al servizio dei membri della famiglia del marito.

Lavorano da mattina a sera ed eseguono le più svariate mansioni, dalle occupazioni domestiche al lavoro dei campi, al trasporto di pesanti carichi

- legname, acqua, concime, pietre, patate, mele – percorrendo a piedi tanti chilometri nel clima torrido delle zone pianeggianti o arrancando su impervi sentieri di montagna.

Per questo sono tutte soggette ad un precoce invecchiamento.

 

                                                                   

Non è mai saggio generalizzare ed anche in Nepal la condizione femminile non è omogenea, poiché il Paese, fortemente differenziato a livello ambientale,

climatico ed etnico, presenta disuguaglianze sociali stratificate a causa del sistema delle caste e non solo.

Oggi la situazione delle donne non è la stessa ovunque: nelle zone urbane il cambiamento si è fatto sentire già da qualche decennio, ma nelle aree più isolate

e marginali l'ideologia patriarcale è ancora difficile da scalfire e ha relegato le donne a cittadine di seconda classe, impedendo loro di assumere cariche pubbliche,

di partecipare a cerimonie e riti religiosi, di ereditare la terra dai genitori.

Per secoli il Nepal è stato governato da una monarchia che, per rafforzare il proprio potere, ha utilizzato il sistema delle caste e l'induismo che, nella sua versione

più integralista, legittima la divisione della società in caste. La religione induista, però, ha sfumature significative ed è messa in pratica in maniera disomogenea secondo le zone,

i gruppi, le caste e l’influenza dell’altrettanto presente buddismo. Nel 1990 c'è stata una prima apertura alla democrazia sotto la spinta di movimenti popolari e nel 2006,

dopo un conflitto decennale che ha contrapposto le formazioni dei guerriglieri maoisti al governo, il Nepal è diventato una repubblica.

Negli ultimi anni il vento del cambiamento sta soffiando un po' ovunque e, piano piano, si fa strada una trasformazione nei ruoli delle donne e degli uomini

che lascia intravedere un futuro diverso.  Il Paese si è dotato di nuove leggi che hanno abolito norme e messo al bando pratiche che legittimavano la sottomissione
delle donne che possono ormai godere degli stessi diritti degli uomini, anche se la situazione legale non corrisponde certo alla situazione reale.
Infatti ci sono donne che pubblicamente rivendicano l'uguaglianza dei diritti e denunciano la violenza che continua ad abbattersi su di loro in questa parte del mondo e
i progetti di sviluppo cercano di sensibilizzare le popolazioni sulla necessità di trasformare i principi su cui si basa il rapporto fra uomini e donne. 
Infine, ed è molto importante, negli ultimi anni, grazie alla costruzione di infrastrutture stradali, si è andato rompendo l'isolamento anche delle zone rurali più inaccessibili.

 


Il programma di borse di studio e sostegno scolastico vuole dare una spinta al cambiamento
perché il cammino verso l'uguaglianza e l'emancipazione
delle donne passa, in larga misura, attraverso l'accesso all'educazione. E' innegabile che in molti Paesi in Via di Sviluppo negli ultimi anni la scolarizzazione
delle bambine abbia fatto notevoli progressi, ma l'accesso alla scuola secondaria e all'istruzione superiore continua a rappresentare un problema.
In alcune zone montagnose e marginali del Nepal, come a Jumla, la partecipazione delle ragazze al primo ciclo delle secondarie, corrispondente alle nostre scuole medie,
è migliorata, ma i numeri calano vertiginosamente quando si passa all'istruzione secondaria e universitaria, specialmente per le caste inferiori.
In Nepal, come anche in Italia, la scolarizzazione di base comprende il ciclo elementare (5 anni) e la scuola media (3 anni), dopodiché la maggioranza
delle ragazze delle zone rurali e montuose smette di studiare.
In particolare sono le ragazze che appartengono a famiglie povere, alle caste basse, ad alcuni gruppi etnici o ai “senza-casta” che non hanno la possibilità
di accedere all'istruzione secondaria e superiore. Un dato per tutti: a Jumla nel 2011, anno dell’ultimo censimento, gli studenti che hanno conseguito
un diploma universitario o para-universitario dopo la “high school”, cioè dopo 10 anni di scolarizzazione, sono stati 2.803, di cui 2.299 (82.02%) maschi
e 504 femmine (17,98%). Molte ragazze, una volta arrivate al ciclo secondario dopo 8 anni di scuola, non sono sostenute dall'ambiente sociale
perché le famiglie e perfino gli insegnanti, quasi tutti maschi, sono in molti casi indifferenti al fatto che le ragazze riescano o meno a terminare la scuola e a diplomarsi.
Tale atteggiamento è legato ad un contesto contrassegnato, in modo quasi totalizzante fino a pochi anni fa, da un'ideologia patriarcale che soltanto di recente è stata messa in discussione in queste zone marginali rimaste relativamente
isolate per lunghissimo tempo.

 

Numerose ragazze continuano a sposarsi molto presto, fra i 14 e i 16 anni, perché, oltre ai matrimoni combinati dalle famiglie, ancora frequenti, spesso rimangono incinte.
I matrimoni in giovane età diventano così una delle cause per cui le ragazze lasciano la scuola. Inoltre subentrano difficoltà di varia natura legate spesso
a divieti e tabù di origine ideologica. Uno dei sintomi più diffusi è il forte disagio che le adolescenti provano durante il ciclo mestruale, dovuto a ragioni pratiche
come l'assenza di servizi igienici separati per le ragazze e a pratiche discriminatorie perché, durante questo periodo, le donne sono considerate impure.
Nelle aree rurali una di queste pratiche consiste nell’isolamento delle donne in uno sgabuzzino esterno alla casa o, peggio ancora, nella stalla insieme agli animali.
Infine la scarsità di docenti donne nel ciclo secondario aggrava la situazione, poiché gli insegnanti maschi sono, in genere, completamente indifferenti a questo tipo di problemi,
mentre l’assenza di donne nella classe docente lascia le ragazze senza esempi da seguire.  E’ quindi della massima importanza garantire l’istruzione,
anche secondaria e universitaria, alle ragazze che poi potranno così diventare a loro volta insegnanti
e assurgere ad esempio per le future generazioni di studentesse.


Budget del progetto 2017-2018

Attività

 Rupie nepalesi

Euro

3 borse di studio

150.000

1.304

Tutoraggio per 30 ragazze – preparazione esami

  1. 82.500

   717

Remunerazione e trasporto – mentori dei 4 clubs

113,500

   987

Formazione mentori dei clubs

  1. 55.000

   478

Materiali didattici

  1. 50.000

   435

Due sessioni di tutoraggio scolastico dei 4 clubs

  1. 54.000

   470

Costi di supervisione e di amministrazione locali

  1. 48.000

   417

Monitoraggio e rapporti

  1. 23.000

   200

Totale

  1. 576.000
5.008

  1. Cambio: 1 Euro = 115 Rupie
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