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13/03/2020Coronavirus e profughi: le parole di Fabrizio

"Tutti i giorni ci prepariamo per uscire e andare a lavorare, io e mia moglie. Con i colleghi si scherza e si parla di lavoro, di politica, di sport, di vacanze e di tantissime altre cose.

 

Poi un giorno arriva la notizia del virus che si diffonde dall’altra parte del mondo. Tutto prosegue senza cambiamenti fino a quando un primo caso si presenta in Italia. Nel giro di poche settimane metà del paese si è paralizzato. Oggi il virus è arrivato sotto casa, intorno a noi, agli amici, ai parenti, alle persone più care. Ieri ho aperto le pagine di Famiglia Cristiana, un reportage sui profughi bloccati tra la Turchia e la Grecia, tra oriente e occidente.

 

Il nostro problema è che non possiamo andare al cinema, al ristorante, a bere un aperitivo, in palestra o allo stadio. Il loro problema è trovare da mangiare, non morire di freddo, difendersi dalle botte, dagli abusi, dalle peggiori cose che le persone riescono a fare ai propri simili. I bambini soli lasciati in balia di chiunque li voglia sfruttare, per molti nessun presente, nessun futuro. Persone di trenta anni che sono nati e cresciuti sempre e solo in tempi di guerra. Uomini donne e bambini che nessuno vuole e di cui non si parla quasi più perché è arrivato il virus e si parla solo delle nostre sofferenze, quelle degli altri non contano più.

 

Oggi sono andato a lavoro perché non possiamo fermare l’economia del paese, ho incontrato i colleghi e quando hanno iniziato a lamentarsi perché devono rinunciare ad uscire di casa ho sentito nel cuore una grande tristezza per quanto è paradossale la vita. Poi penso che esistono persone come Lei suor Elvira, che amano gli altri prima ancora di se stessi e allora una piccola luce di speranza resta accesa.

 

Un abbraccio. Fabrizio"

 

E’ il messaggio che abbiamo ricevuto pochi giorni fa da Fabrizio, un nostro caro sostenitore di Torino. Lo condividiamo con tutti voi perchè crediamo che ora più che mai ci sia bisogno delle gesta tonanti e coinvolgenti di suor Elvira. Abbiamo bisogno delle sue parole, delle sue azioni che trasmettono pace, coesistenza e sostegno reciproco. Abbiamo bisogno di risvegliare la gratitudine che è in noi, l’energia e la saggezza che ci consentono di vivere appieno.

 

L’umanità intera presenta danni e cicatrici e noi abbiamo il compito di proteggere ogni essere umano con le parole e le azioni che nascono dalla profondità della vita. “È buio, ma canto perché l’alba arriverà” scriveva il poeta brasiliano Thiago De Mello.

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Amore è la luce dello spirito Quando abbiamo bisogno della luce? Non durante il giorno, ma quando regna la notte. Allora ci occorre una lampada, una fiamma, la luna. Fate del vostro meglio per portare luce e amore nella vita di coloro che incontrate.

Sathya Sai Baba

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