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29/03/2020Covid-19: la situazione in Nepal, Burkina Faso, Filippine al 29 marzo

L’epidemia di Coronavirus che ha colpito l’Italia e la successiva proclamazione della pandemia da parte dell’OMS hanno reso molto complicato il lavoro quotidiano per tutti. Da alcuni dei Paesi in cui siamo presenti sta arrivando il quadro aggiornato su quello che sta accadendo e abbiamo voluto condividerlo con te.

 

Il Ministero della Salute Filippino ieri, domenica 29 marzo, ha confermato nel Paese 1418 casi di coronavirus. Il numero dei pazienti deceduti a causa del virus è salito a 68. Il governo ha bloccato fino al 14 aprile la capitale, Manila, e fino al 12 aprile la più grande isola del paese, Luzon, che ospita oltre 57 milioni di persone. Sono inoltre vietati gli spostamenti tra un comune e l’altro.

 

Le famiglie e i nostri partner filippini, le Suore Missionarie del Cuore Immacolato di Maria e le Suore di Nostra Signora al Monte Calvario, stanno bene. È tutto fermo e le famiglie del nostro programma di adozione a distanza hanno bisogno di aiuto. Abbiamo avviato un programma di emergenza che ha permesso loro di acquistare 10 chili di riso per famiglia affinchè possano mangiare. La situazione più preoccupante è nella provincia di Romblon, nell’isola di Tablas, dove risiedono le Suore di Nostra Signora al Monte Calvario e 40 bambini del nostro programma di adozione a distanza. L’isola dipende per i beni essenziali dalla capitale e con il blocco dei traghetti e delle merci il rischio è che inizino a mancare beni primari.

 

Fino ad ora il Nepal ha registrato 5 casi ufficiali di contagio da COVID-19. Il governo nepalese ha già messo in atto misure rigorose per prevenire un’epidemia che si rivelerebbe molto difficile da gestire vista la mancanza di strutture sanitarie e di procedure adeguate per combattere il virus. A differenza dell’Italia, le misure prese dal governo nepalese mirano a prevenire la diffusione del virus e non a mitigare e contenere.

 

Le persone possono uscire di casa solo per acquistare bene essenziali. Fino al 30 aprile tutte le scuole, le palestre, i cinema, i musei del Nepal sono ufficialmente chiusi e sono vietate le riunioni di oltre 25 persone alla volta, che si tratti di attività culturali, sociali o religiose in palazzi, templi, monasteri, moschee, chiese e altri spazi religiosi e pubblici. Lo staff di Sarbodaya Nepal, nostro partner nepalese, sta bene, così come le loro famiglie. Fino alla settimana scorsa le attività sul campo sono andate avanti con tutte le precauzioni ma da lunedì 22 marzo si è fermato tutto e gli uffici a Jumla e Dolakha sono stati chiusi proprio per prevenire la diffusione e le attività si son fermate. Gli operatori lavorano da casa.

 

La situazione in Burkina Faso è più preoccupante. I casi in Burkina sono ormai 180, 146 dei quali a Ouagadougou, la capitale. Venerdì 20 marzo il governo ha annunciato un coprifuoco dal tramonto all‘alba in tutto il territorio e una chiusura dei confini. I negozi e le scuole sono chiuse. I funzionari sanitari internazionali temono che il virus possa diffondersi senza controllo e travolgere il sistema sanitario del Paese, già logoro.

Stanno proseguendo le attività nel villaggio di Guengo, a 300 km dalla capitale, per la costruzione del secondo pozzo multifunzionale a pannelli solari. Proprio cinque giorni fa, ci informa Jean Pierre di Iris Afrik, nostro parter locale, hanno iniziato a costruire l‘abbeveratoio. Anche le attività di coltivazione degli orti delle donne continuano.

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Sathya Sai Baba

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