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08/01/2021Un Natale particolare in Repubblica Centrafricana

Oltre alla pandemia e alla situazione di estrema povertà e instabilità socio-politico, la Repubblica Centrafricana sta vivendo un momento molto delicato a causa delle recenti elezioni. Il 27 dicembre scorso, infatti, si sono tenute le tanto attese elezioni presidenziali. Tuttavia questo evento è stato inficiato dalla nascita di una coalizione di gruppi armati, nata proprio a metà dicembre per destabilizzare il libero voto dei cittadini. Alla testa di questa coalizione pare ci sia l’ex presidente François Bozizé, deposto sette anni fa proprio dai gruppi ribelli.

 

Nelle scorse settimane i gruppi armati hanno via via invaso e minacciato diverse cittadine della Repubblica Centrafricana impedendo di fatto lo svolgimento regolare delle votazioni. In alcune località si sono verificati dei veri e propri combattimenti, in altre i seggi elettorali sono stati assediati per impedire il voto. Alcuni report indicano che i cittadini non hanno potuto votare in 29 delle 71 sotto prefetture del Paese. La minaccia che i disordini si spostino nella capitale, al momento presidiata dai caschi blu dell’ONU e da truppe russe e ruandesi, accorse in soccorso dell’esiguo esercito centrafricano, continua a destare preoccupazione fra gli abitanti. Ciononostante i cittadini di Bangui il 27 dicembre scorso si sono recati alle urne per votare ed eleggere democraticamente il proprio capo di stato.

 

Il voto avrebbe riconfermato il presidente uscente, Faustin-Archange Touadera, vincitore legittimo con il 53,9% delle preferenze, ma l’opposizione ha chiesto l’annullamento delle elezioni, sostenendo che ci sono state gravi irregolarità nello svolgimento del processo elettorale. Anche i gruppi di ribelli contestano la decisione della Corte Costituzionale e dopo il voto hanno preso d’assalto la città di Bangassou, nel sudest del Paese, molto vicino alla frontiera con la Repubblica Democratica del Congo. La prossima data importante per il Paese è il 19 gennaio, giorno della proclamazione ufficiale del vincitore.

 

Suor Elvira è molto preoccupata e turbata. Pochi giorni fa ci ha scritto che:


“L’opposizione ha chiesto l‘annullamento delle elezioni ma la Comunità Internazionale non accetterà. I ribelli questa volta non hanno un orientamento confessionale, sono un gruppo misto di mercenari, mussulmani, cristiani, animisti ecc., ingaggiati e coalizzati dall’ex presidente Bozizé per opporsi all’attuale governo. Stamattina in città sembrava tutto normale ma noi sappiamo che queste terribili truppe sono già nei quartieri, aspettano solo il momento propizio per venire allo scoperto. Sanno benissimo che la capitale è blindata e non faranno l’errore di entrare nella città come fecero nel 2013 i Seleka, che non trovarono opposizione alcuna durante il colpo di stato.”

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